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ITINERARIO "ANTICHE LEGGENDE"

  • Biandronno

  • Villa Borghi - Biandronno

  • Lo spirito del lago, opera di Stella Ranza - Gavirate

  • Lungolago di Gavirate

  • Lago di Varese al Tramonto visto da Comerio

  • Chiesa della Trinit

  • Parco Morselli - Gavirate

  • Grotta Remeron - Comerio

 


Tappe dell'itinerario:

  • Villa Borghi di Biandronno;

  • Lungolago di Gavirate;

  • Il Lago di Monate;

  • Il Chiostro di Voltorre a Gavirate;

  • La foce ed un breve tratto del torrenti Tinella in località Groppello di Gavirate con il masso erratico, il ponte del Diavolo e le Marmitte del Giganti;

  •  La chiesa della Trinità di Gavirate;

  • La Grotta del Remeron a Comerio.

Tutto il territorio del Lago di Varese e del Lago di Monate è caratterizzato dalla presenza di luoghi che vantano storie antiche connesse al mondo del brivido: dalla Grotta del Remeron a Comerio, dove, secondo la tradizione, vivevano creature spaventose come grossi serpenti ed erano sepolti incredibili tesori, al Chiostro di Voltorre, con il suo fantasma, dal Ponte del Diavolo alle Marmitte dei Giganti, al masso erratico sul fiume Tinella, per continuare, appunto con le presenze a Villa Borghi e concludere con la leggenda tramandata da Rodari e connessa alla Chiesa della Trinità di Gavirate.

L'itinerario prende il via dalla prestigiosa Villa Borghi di Biandronno: una struttura completamente restaurata e di proprietà del Comune di Biandronno, socio dell’Associazione Distretto Due Laghi, nota, secondo la tradizione locale, per la presenza di fantasmi e di leggende particolarmente suggestive e “da brivido”.

Si narra, infatti, che, nel 1800, Luigi Borghi, erede della famiglia Borghi, proprietaria di importanti industrie manifatturiere, venne mandato a Manchester per apprendere il funzionamento delle macchine a vapore. Qui conobbe una bellissima donna, Margaret Doyle, che in breve tempo divenne sua moglie.

Come regalo di nozze per i due giovani sposi, la famiglia Borghi commissiona all'architetto Cesa Bianchi, molto noto ai tempi, la costruzione di Villa Borghi, bellissima dimora che per un breve periodo diviene un perfetto nido d'amore.

Ma il destino, si sa, ama mischiare le carte, e così, durante le lunghe assenze di Luigi per lavoro, a Margaret non restava che fare lunghe passeggiate a cavallo, spesso accompagnata nei suoi vagabondaggi da un giovane stalliere biandronnese.

L'elegante bellezza della donna, unita ai suoi usi e comportamenti estranei al paese, suscitano col tempo un crescendo di malelingue, di insinuazioni sulla sua devozione al vincolo coniugale. Luigi Borghi inizia a dare credito alle voci di tradimento, instaurando così un lento e inesorabile processo di distaccamento dalla moglie, fino alla decisione irremovibile di ripudiarla. In questo clima di sospetti e veleni si innesca la tragedia, perché il mattino in cui Margaret sarebbe dovuta andare via per sempre, Luigi nella stanza della moglie non trova che un diario, e mentre tra le pagine legge il dolore di una donna ingiustamente accusata, lei oramai è già lontana, oltre le porte della morte, annegata  tra le acque scure del lago di Biandronno, che non la restituirà più. Gli anni passano, e il dolore divora Luigi come lo scorrere lento dei fiumi consuma la roccia, nuovo sangue torna a sgorgare nella villa, quando Luigi Borghi decide di togliersi la vita con un colpo di pistola alla gola.

Ma a quanto pare, per le anime tormentate non c'è pace nemmeno dopo la morte, perché secondo le storie raccontate ai bordi di antichi fuochi, di tanto in tanto lo spettro di Luigi appare la notte sulla finestra che dà sul lago, come ad aspettare di rivedere la sua amata, e svanisce poco prima dell'aurora, appena un attimo prima dello scintillio dell'acqua che in un concerto di luce da forma allo spettro di Margaret, risorta dal ventre del lago per risalire il fianco della collina in cerca di un perdono che non riceverà mai.

Ancora oggi strane presenze si aggirano per la villa, a volte e poco più di una eco, di un riverbero, altre è una porta lasciata aperta, una luce accesa, forse la ricerca disperata di un amore che non esiste più.

La triste storia di Margaret Doyle non è l’unica ad avere una donna come protagonista: numerose infatti sono le leggende locali che hanno al centro una figura femminile ad esempio, forse non molti sanno che le profondità del Lago di Varese sono il regno di una magica Signora, una sorta di bellissima sirena dai lunghi capelli corvini e dal dolce ed ammaliante viso... come ogni sirena che si rispetti, attrae giovani uomini in un abbraccio mortale: grazie alla loro energia vitale continua a governare le antiche acque.

Ma non solo... pare inoltre che una spettrale figura si aggiri, durante le notti invernali, lungo le rive del lago di Gavirate: è un uomo, vestito con un cappello a falda larga e un vecchio tabarro ammuffito. 

Ha una particolarità: le sue carni sono fatte di nebbia e piange, piange il suo amore perduto guardando le gelide acque. Sembra che egli sia stato, quando era in vita, un nobile straniero che aveva preso dimora a Voltorre. 

Qui si era innamorato perdutamente della giovane e bellissima figlia del suo fittavolo. Scoperta la tresca, quest’ultimo l’aveva cacciato ma il nobiluomo non poté rinunciare alla sua amata così andò a vivere nella vicina Gavirate: ogni notte, la ragazza lo raggiungeva sulle rive del lago. Purtroppo, in una fredda serata invernale, la giovane scoprì di aspettare un bambino e volle dirlo immediatamente al suo amato. 

Così, per giungere più in fretta al consueto appuntamento, decise di attraversare il lago ghiacciato la cui superficie sembrava particolarmente solida... così non fu: ella cadde e le fredde acque l’avvolsero uccidendola. L’uomo non resse al dolore e morì poco dopo: pare però che torni spesso a cercare l’amore perduto. In una notte invernale potrebbe capitare anche a voi di incontrarlo...

Infine, spostandoci sul vicino Lago di Monate, si narra che il tranquillo specchio d’acqua ebbe origine proprio dalle lacrime di una sfortunata fanciulla. 

Sembra che, in tempi antichi, qui abitasse, in un maestoso castello, un ricco signore particolarmente crudele. Il nobiluomo possedeva l’unico pozzo della zona per cui tutti gli abitanti dovevano recarsi nel suo cortile per attingere, a pagamento, l’acqua. Un giorno egli vide, tra i contadini intervenuti, una leggiadra fanciulla e volle farla sua. Così la convocò e le promise che, se lei gli si fosse concessa, avrebbe esonerato tutta la sua famiglia dal pagamento dell’acqua per sempre. 

La giovane però gli si negò e fuggì. Il ricco Signore la fece inseguire al fine di ottenere con la forza ciò che il denaro non aveva comprato... ella raggiunse il cortile e, per sfuggire agli aggressori, si buttò piangendo nel pozzo. Poco dopo, da quest’ultimo eruttò una cascata d’acqua che in breve tempo allagò l’intero paese: era nato il lago di Monate. Sapete perchè quest’ultimo non gela mai? Perchè per punizione, il nobile fu incatenato sul fondo del lago, con i piedi all’inferno e la bocca spalancata a pelo d’acqua: il calore che da lui si sprigiona fa si che lo specchio lacustre sia sempre tiepido... 

Da villa Borghi, è quindi possibile raggiungere Travedona Monate o rivolgersi verso il lungo lago di Gavirate.

 

A Gavirate, è possibile visitare il Chiostro di Voltorre dove sembra si aggirino presenze arcane... almeno così si racconta (non per nulla pare che Voltorre derivi da “Luogo dell’avvoltoio” quindi della malasorte...)!

C’è poi la chiesina della Trinità, posta sulla strada che da Gavirate conduce a Comerio, anch’essa legata ad una leggenda tramandata da Gianni Rodari: la chiesa sarebbe infatti stata fatta costruire da un ricco signore il quale volle in questo modo ringraziare la Santa Trinità una volta resosi conto del pericolo scampato... In una notte d’inverno, senza luna e stranamente gelida, egli aveva infatti attraversato in groppa al suo destriero un campo sterminato, correndo come il vento per raggiungere la sua amata consorte. 

Il cavallo galoppava su quelle che sembravano nuvole... il terreno era particolarmente liscio ed inconsistente... solo il mattino successivo, parlando con dei contadini locali, il Nobiluomo capì che quello che egli aveva creduto un prato in realtà era il lago ghiacciato che avrebbe potuto rompersi ed inghiottirlo per sempre.  

Dalla Chiesina della Trinità è poi possibile proseguire fino al Parco Morselli: un luogo incantevole da cui si gode di una vista mozzafiato sul lago. Qui visse per lungo tempo lo scrittore Guido Morselli che tante indimenticabili pagine ci ha lasciato, la cui triste fine non fu, purtroppo, leggenda. 

Parlando di luoghi magici non và dimenticata poi la Grotta del Remeron a Comerio che proprio quest’anno festeggia il centenario dell’esplorazione. 

E’ una grotta carsica con stalattiti, stalagmiti, laghi sotterranei e... molte leggende che narrano di tesori nascosti, serpenti mostruosi e strane creature.

 

 

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