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La Chiesa di San Michele a Voltorre e la torre campanaria

  • Chiesa di San Michele a Voltorre - Gavirate

 


L’antica chiesa di San Michele di Voltorre rappresenta, insieme al chiostro del monastero di cui faceva parte, uno dei monumenti medievali di maggior prestigio di tutto il Varesotto.

Di origine romanica, è databile ai primi anni del 1100, si presenta oggi come un edificio absidato ad aula unica. La sua posizione, non in asse con gli edifici del monastero e non parallela al lato nord del chiostro, come era in uso in epoca romanica quando i monasteri benedettini venivano costruiti seguendo le regole imposte da San Benedetto e sulla base dello schema adottato nel monastero di Cluny in Francia, risulta essere piuttosto anomala. Con ogni probabilità, infatti, la chiesa, la cui origini è certamente più antica in quanto in fase di scavo sono state ritrovate le fondamenta di edifici religiosi precedenti, e la torre campanaria sono stati costruiti prima del monastero: ha riprova di ciò, è possibile osservare come l’edificio monastico si addossi all’abside inglobandone la struttura ed il tetto.

Esternamente è possibile osservare come la muratura sia composta da blocchi regolari di pietra che includono anche materiali di spoglio come il frammento di trabeazione romano osservabile nell’angolo nord est della facciata. L’abside, in parte inglobata nel chiostro, presenta una decorazione ad archetti pensili in cotto con lunette e peducci in pietra sovrastata da un fregio composto da mattoni disposti a dente di sega: esternamente è possibile osservare le finestre originali che davano luce all’altare, successivamente tamponate e rivestite da affreschi di cui si è conservata una sinopia quattrocentesca raffigurante probabilmente la Madonna con Bambino ed alcuni Santi, nella parte che affaccia sul chiostro. Al primo piano del monastero, inoltre, è possibile osservare le finestre, chiuse al momento della costruzione dell’edificio monastico, che davano luce alla navata e un canale di scolo della acque piovane in pietra dell’antico tetto.

Internamente la chiesa ha subito numerose opere nel corso degli anni.

Nell’abside, sotto la pala d’altare del seicento, si conservano i resti di un affresco forse cinquecentesco raffigurante il Santo Arcangelo a cui la chiesa è dedicata.

Nel seicento l’area antistante la chiesa, su cui affaccia anche il monastero, venne convertita in giardino “di delizia” dal canonico lateranense Raffaele Appiani, incaricato di gestire le proprietà del monastero voltorrese appartenenti alla sua congregazione. A quest’epoca risale la meridiana sul lato sud della chiesa e la decorazione ad affresco, di cui si conserva ben poco se si esclude la targa sovrastante la porta di accesso al chiostro, della parete del monastero.

Nello stesso periodo venne probabilmente eseguita una parte della decorazione ad affresco interna, come l’ancona con la Pietà posta sopra l’altare e tuttora in loco.

Tra la fine del 600 e gli inizi del 700 il tetto, probabilmente piano in origine, venne sopraelevato per permette la costruzione di una cupoletta ribassata fiancheggiata da due volte mentre sul lato nord e venne costruita una cappella affrescata di cui si conserva un affresco raffigurante i Re Magi. Furono poi aperte finestre più grandi e la facciata venne modificata. I locali al piano terra del monastero adiacenti alla chiesa furono poi convertiti in sacrestia.

Sempre in quest’epoca vennero eseguite le eleganti decorazioni interno a stucco del affresco: essa tende a dilatare illusionisticamente lo spazio grazie ad un gioco di affreschi monocromi e rilievi di gusto prettamente settecentesco. Da segnalare il medaglione in stucco raffigurante un canonico lateranense posto sopra l’arco di accesso alla piccola cappella laterale. Ai lati dell’altare vennero poi dipinti due affreschi raffiguranti santi particolarmente invocati contro le malattie degli uomini e degli animali, a riprova della vocazione contadina della zona: Sant’Antonio Abate con il maiale ed il fuoco e San Bernardo con il demonio sconfitto. La piccola tribuna in alto sul lato sud, ornata con decorazioni in stucco, permetteva ai canonici di affacciarsi alla chiesa dai loro appartamenti del monastero ed era richiamata da una creazione illusoria affrescata sul lato opposto.

Sempre nella chiesa si conservala lapide sotto la quale venivano sepolti i canonici lateranensi datata 1733.

Agli inizi del 1100, in concomitanza con l’edificazione della chiesa attuale, fu eretta anche la torre campanaria la quale, per il suo aspetto massiccio e privo di decorazioni e per la presenza di alcune feritoie, è stata per lungo tempo creduta precedente, forse un’antica torre romana adibita ad uso militare. In realtà, dagli scavi è emerso che la stessa venne costruita sulle fondamenta di edifici religiosi precedenti e questo, insieme alla somiglianza nelle muraturi, hanno permesso la sua definitiva datazione. Interessante notare la piccola faccia scolpita a rilievo, oggi purtroppo molto danneggiata, presente sul lato sud e visibile dal chiostro a livello della cella campanaria: per lungo tempo si è ritenuto che il termine Voltorre derivasse da Vultus Turris, il Volto sulla Torre, proprio per la presenza di questa insolita e solitaria scultura. In realtà il toponimo Voltorre sembra derivi dal latino e significhi “luogo dell’avvoltoio” e quindi della malasorte.

La torre venne poi sopraelevata tra il 1937 ed il 1940. Fino agli inizi del novecento qui si conservava una delle più antiche campane d’Europa, risalente al 1200 ed eseguita da “Magister Blasinus Stemalius de Lugano”, come riportato sull’incisione che la ornava sul bordo, un maestro fonditore proveniente dal vicino Canton Ticino.

 

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